sabato 7 marzo 2015

Incoerenze ed aperture


Ho pensato che esistono(fra i tanti)  due   tipi di persone che, seppur  su piani diversi, sono maledettamente UGUALI nella loro assoluta ...incoerenza.
 
a-Quelli che dicono di amare tantissimo gli animali e poi.... se li mangiano o se li indossano (o altro).
b- Quelli che,  in nome di una invocata pace universale,  dicono  di volere libertà e giustizia  per tutti gli animali  o bambini (giacché senzienti, ma  indifesi contro lo strapotere di gente violenta)  e poi..... "ammazziamo i cinesi , vivisezioniamo il vivisettore,spariamo ai migranti mentre sono ancora in mezzo al Mediterraneo,  al muro tutti i rom e, per tutti gli aguzzini , che crepassero fra atroci tormentiiiiiiii ".
A mio parere entrambe le categorie, ognuna per conto suo,  si dovrebbero un attimino sedere in posizione del loto ed aprire un  dialogo costruttivo fra i neuroni del loro emisfero destro e quelli dell'emisfero sinistro.

Il dialogo neuronale farebbe  capire
ad  a-  che non esiste  amore  associato a sfruttamento; che  cosa/chi siano  "gli animali" ci è stato spiegato nelle lezioni di scienze durante le scuole medie; chi  non è stato bocciato ha appreso che  polli, vitelli, agnelli e maiali non sono minerali,
a  b- che  la violenza non va "limitata o circoscritta", la violenza va eliminata per tutti.
Un aguzzino va sicuramente posto legittimamente e fisicamente in condizioni di non  nuocere. Cosa ben diversa dal nuocergli.
Se condanno il comportamento  del torturatore non posso neppure lontanamente pensare  che sia risolutivo comportarsi  in quello stesso  modo. L'inciso "vivisezioniamo il vivisettore" o " violentiamo il pedofilo"  consuma uno dei più grandi  autogoal  della  categoria "b". Se il vivisettore/allevatore/pedofilo   è un   essere rivoltante perché  fa un'azione che b ritiene esecrabile, perché b dovrebbe auspicare (seppur nella fantasia) di fare  lui stesso ... la medesima azione?

Cambiare il mondo richiede grandi sforzi ;uno di quelli più grossi è mutare (già nella mente di ciascuno di noi) il paradigma di soluzione dei grandi conflitti abbattendo istituzionalmente le roccaforti del dominio sugli individui (di qualunque specie).
Ho detto dominio, non ho detto  governo.
Luisa